Così San Marino si aprirà al fisco italiano
19:34Tratto da: Resto Del Carlino
DA GENNAIO potrebbe diventare operativo il sofferto accordo Italia-San Marino per scovare chi, per pagare meno tasse, ha spostato la propria residenza nella ‘Rocca’. Un’apertura obbligata nell’offensiva lanciata contro i paradisi fiscali dall’Ocse e che ha già portato i primi, clamorosi, risultati come, ad esempio, la comunicazione da parte dell’Ubs agli Usa dei nomi dei cittadini statunitensi con conti in Svizzera.
Gatti anticipa l’accordo: informazioni trasparenti sugli italiani nel Titano
Se l’accordo con San Marino diventerà pienamente operativo sarà possibile per l’Italia saltare molti passaggi burocratici per avere la lista di quanti hanno deciso di ‘salvarsi’ dal fisco nostrano. E non sarà la prossima edizione dello scudo fiscale a rallentare questo processo, come ha spiegato il ministro Tremonti: lo strumento «E’ totalmente in linea con la politica che si sta portando avanti in Europa e non in contraddizione con la lotta ai paradisi fiscali. Se vuoi contrastare i paradisi fiscali- devi anche cercare di svuotare i forzieri, di riportare a casa i capitali».
A CONFERMARE il nuovo step nei rapporti ‘fiscali’ Italia-San Marino è il Segretario dell’economia Gabriele Gatti che, in un’intervista a Economy, ha anticipato i principali contenuti dell’intesa alla quale sta lavorando.
«Il governo italiano - spiega Gatti - potrà chiedere alle nostre autorità informazioni su un cittadino italiano con interessi economici nella Rocca. L’ordinamento di San Marino non prevede il reato fiscale, ma la collaborazione verrà comunque assicurata». E quindi la situazione «cambierà parecchio».
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Copertina Economy |
Intervista esclusiva a Gabriele Gatti, |
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SAN MARINO,QUESTA VOLTA CAMBIAMO |
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MA IL TITANO HA UN PROBLEMA A FORLÌ |
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IL MONEYVAL FARÀ LA DIFFERENZA di G. Francavilla |
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AGENTI SEGRETI CONTRO I PARADISI di S. Caviglia |
Infatti attualmente l’unico modo per ottenere informazioni fiscali è avviare una rogatoria internazionale, che presuppone un reato penale e tempi di risposta lunghi. Questo passaggio verrebbe eliminato prevedendo anche «La doppia imposizione fiscale: si prevede che chi lavora a San Marino paghi le tasse a San Marino, ma faccia la dichiarazione dei redditi anche in Italia per un eventuale conguaglio. E viceversa». Una decisione non facile ma che consentira’ di ‘’normalizzare’’ i rapporti con l’Italia che si prepara a dare il via alla terza versione dello scudo fiscale che certamente drenerà liquidi: «Ne avremmo fatto volentieri a meno - dice Gatti - gli effetti sulle casse dello Stato si faranno sentire, ma vogliamo normalizzare la situazione e non possiamo permetterci passi falsi».
LA MACCHINA anti-evasione messa in moto dall’Ocse ha ottenuto ieri un altro importante risultato a livello europeo: la Germania e il Liechtenstein hanno siglato un accordo di cooperazione in materia fiscale che prevede lo scambio di informazioni tra i due paesi. Da novembre sono oltre 40 le intese firmate o annunciate e dall’inizio del 2008 sono stati firmati più di 75 accordi di scambio di informazioni fiscali basati sul cosiddetto modello Ocse
