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Intervista a Enrico Lazzari, per un decennio gioranalista sul Titano e oggi 'player' di Texas Hold’em a premio anche ai Campionati Mondiali

13:38
Data : 1 Settembre 2009

Tratto da: Tribuna Sammarinese r.p.

Ieri la notizia della grande spinta che l’Italia sta dando al “gaming”, uno dei settori più importanti per le casse pubbliche d’oltre confine. Ma che ripercussioni e che significa questa accelerazione italiana per la Repubblica
di San Marino e come il gioco può aiutare lo sviluppo economico sammarinese? Quando si parla di giochi, in Repubblica, il primo nome che balza alla mente è quello di Enrico Lazzari, per un decennio e oltre giornalista
in Repubbica, a suo tempo consulente della Giochi- SanMarino e oggi fra i più quotati giocatori emergenti italiani di poker, fra l’altro assciato al Texas Hold’em San Marino.

Poker San Marino

L’idea: “Un gioco di abilità come nicchia economica e propulsore per il turismo stanziale”

Fra i suoi successi spicca senza dubbio l’”In The Money” -la conquista della zona premioalle ultime World Series di Poker (i Campionati del Mondo di categoria) che si sono svolti fino alla metà dello scorso luglio a Las Vegas, in Nevada.
Lazzari, ha visto che a San Marino lo Stato incasserà 2,5 milioni di euro in meno rispetto all’ano precedente dal gioco?
“Ho letto... Mi è venuto da ridere...”
Da ridere? Perchè?
“Perchè visto il momento, visto come il gaming va nel resto del mondo, visto il grande ‘boom’ italiano mi sembra impossibile... Ma lasciamo perdere, ormai questo è il passato ed è meglio guardare al futuro. Guardare a come il mondo del gaming può autare San Marino a superare la crisi economica in cui è piombato”.
Ma San Marino ha detto chiaramente no al Casinò...
“Chiaramente? Vabbè... Comunque il gaming non è solo casinò. no dei settori in forte espasione è il poker, nella sua variante Texas Hold’em e in formula torneo. Un gioco di abilità che nulla ha a che vedere con il gioco d’azzardo, come sentenziato anche da una Corte americana che lo ha indicato come un gioco di abilità, al pari, ad esempio, degli scacchi”.
Ma come il poker può diventare una risorsa per San Marino?
“Semplice, aprendo una elegante, grande, affascinante sala poker dove il giocatore può giocare sia grandi tornei che, entro certi limiti prefissati, tavoli cash”.
Ma come potrebbe fare concorrenza ai casinò italiani?
“Il poker non interessa più di tato i casinò perchè lo stesso spazio occupato dai tavli renderebbe almeno 20 volte di più con gli altri giochi tipici del casinò. Inoltre le case da gioco sono tutte spostate nell’estremo nord
della Penisola. San Marno diventerebbe la meta privilegiata di tutti i giocatori italiani, da Bologna in giù...”.
Ma se non rende perchè San Marino dovrebbe farlo?
“Non ho detto che non rende.Ho detto che rende meno di altri giochi come, ad esempio, la roulette. Ma il vantaggio prioritario di una simile iniziativa San Marino lo otterrebbe in termini di sviluppo del tutismo stanziale, specie fuori stagione, e magari potrebbe dare un senso al Centro Congressi, oggi praticamente inutilizzato, che potrebbe diventare la sede della poker room”.
Ma quanta gente potrebbe arrivare ogni sera?
“Tanta, mi creda. In Italia gli appassonati sono tantissimi, alcne centinaia di migliaia di italiani giocano online regolarmente. Solo nei circoli limitrofi si contano almeno 1500 tesserati. Ma il Titano diventerebbe meta
delle migliaia di giocatori del centro e del sud di Italia. Inoltre si creerebbero tanti posti di lavoro per i sammarinesi e si porterebbe gente nei ristoranti, nei negozi e negli alberghi del Centro Storico”.
Quindi il poker potrebbe autare l’economia sammarinese?
“Non certo da solo. Ma potrebbe diventare una di quelle nicchie che il Titano oggi ha bisogno di individuare. Le faccio un esempio: ci sono almeno tre grandi circuiti internazionali di poker, tre grandi campionati
come il World Poker Tour, l’European Poker Tour e le World Series of Europe. Se San Marino avesse una buona struttura potrebbe ospitarne una tappa di ognuno e ogni anno. Ciò significherebbe che per
sei settimane, magari nei periodi turisticamente “morti”, gli alberghi sammarnesi sarebbero pieni.
Inoltre, l’ospitare queste iniziative non rappresenterebbe per la Repubblica un costo ma una fonte di intriti per le casse pubbiche, visto che una parte del montepremi verrebbe tassata alla fonte”.
Chi può gestire e realizzare un simile progetto?
“Chiunque possa garatire serietà e professionalità. Ma anche lo Stato direttaente, affidandosi a professionisti qualificati e affermati nel settore delle poker room. Ma, mi creda, San Marino si lascerà sfuggire anche questa opportunità...”

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