Pillola Abortiva: usata solo da quattro donne a Rimini
19:48Tratto da: Resto DeL Carlino di Monica Raschi
SOLO QUATTRO donne hanno fatto ricorso alla pillola Ru486 nel corso dello scorso anno (si tratta degli ultimi dati resi noti dall’Ausl di Rimini, ndr). L’utilizzo di questo farmaco abortivo non sembra riscuotere successo nelle donne che si rivolgono agli ospedali riminesi.
Eppure tutto è pronto fin dal 2006, da quando il protocollo per la somministrazione della Ru486 è stato consegnato alla direzione sanitaria generale dell’Ausl, ma anche a tutti gli ambulatori e servizi presenti sul territorio. Se si considera che nel 2007 le interruzioni di gravidanza eseguite con il metodo tradizionale, cioè quello chirurgico, sono state 930, viene da pensare che, forse, le donne non sanno ancora bene di che cosa si stia parlando (a tale proposito sono illuminanti le risposte delle giovani donne nell’articolo a fianco, ndr). Per il 2008 l’Azieda Usl sta preparando una risposta a un’interrogazione, sul tema dell’interruzione di gravidanza, presentata dal consigliere comunale, Eraldo Giudici.
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IL METODO |
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Viene somministrata, sotto stretto controllo dei medici ospedalieri, entro il 49mo giorno dal concepimento, in regime di day hospital. Il terzo giorno la donna deve trattenersi, in reparto, sotto osservazione per almeno tre ore |
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L'ORIGINE |
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Le ricerche sono iniziate in Francia nel 1970 dove, dall’88, è in commercio; in Gran Bretagna dal ’90 e dal ’91 in Svezia. Dal ’99 in: Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia e Paesi Bassi, Svizzera, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Tunisia, Sudafrica, Taiwan, Nuova Zelanda e Federazione russa. |
Anche nel resto dell’Emilia Romagna, come ha illustrato l’assessore regionale alla Salute, Giovanni Bissoni, i dati mettono in evidenza come questa metodologia sia scarsamente utilizzata dalle donne.
Infatti nel primo trimestre dell’anno in corso, le interruzioni volontarie di gravidanza tramite Ru486 sono state 161, il 5,4 per cento del totale (2.986). Nel 2008 le interruzione avvenute attraverso la somministrazione del farmaco sono state 526: il 4,7 per cento di quelle complessive (11.124).
In questo scarso uso della pillola abortiva potrebbe anche incidere il fatto che l’interruzione di gravidanza effettuata chirugicamente può essere eseguita entro il novantesimo giorno dal concepimento, con la pillola abortiva entro il quarantanovesimo: la donna, in questo lasso di tempo, potrebbe non essere stata ancora in grado di decidere.
Nel caso la scelta cada sulla Ru486 la donna si reca in ospedale o negli ambulatori territoriali dove viene informata sul metodo scelto e sottoposta agli esami previsti. Nel cosiddetto giorno 1 (entro i 49 giorni), viene somminsitrato il primo farmaco che provoca il distacco dell’embrione dalla parete dell’utero. Il giorno 2 la donna può recarsi in reparto per un controllo e il giorno 3 viene somministrata la seconda pillola per via orale o vaginale (medico e donna valutano insieme) che provoca l’espulsione dell’embrione.
Relativamente a questa terza giornata, la commissione tecnica della Regione Emilia Romagna, ha stabilito che la donna rimanga sotto osservazione medica per almeno tre ore: una metodologia che sarà uguale in tutti gli ospedali, mentre fino a oggi le strutture decidevano in modo autonomo.
Dall’Ausl precisano che la somministrazione della Ru486, come nel resto della regione, avviene sempre in regime di ricovero ospedaliereo nella forma del day hospital.
