Fisco, indagini a tutto campo. 130 Italiani 'evasori' a San Marino

Italiani Evasori San Marino

Italiani Evasori Fiscali San Marino

Più di cento italiani sono sotto l'occhio vigile della Guardia di finanza per aver “nascosto” i soldi a San Marino. tra i presunti evasori nel mirino delle Fiamme Gialle compare anche Rocco Siffredi, l’imperatore del porno e sua moglie Rosza Tassi. I coniugi per avrebbero spedito la maggior parte dei contanti nella patria di lei, l'Ungheria.

Sul Titano Invece ci sarebbero 50 milioni, «probabile frutto di evasione fiscale» di 130 italiani, soprattutto di Forlì,Bologna, Rimini e Pesaro mentre sono 00 tra persone fisiche e aziende coloro che hanno la residenza a San Marino ma con domicilio fiscale al Consolato generale della piccola Repubblica a Rimini. È di 1,1 miliardi di euro l’ammontare complessivo dei redditi evasi nei paradisi fiscali nel 009 scoperti dalla
Finanza. Con l’entrata in vigore dello scudo fiscale, infatti, si legge in una nota, il corpo «accelera le attività di contrasto all’evasione fiscale internazionale ». a San Marino le operazioni sono partite da un pezzo,
assicurano le Fiamme Gialle, riferendosi agli arresti dei vertici della Cassa di Risparmio di San Marino dello scorso maggio, che permisero di rintracciare «ingenti somme riciclate e ritenute il frutto dell’evasione fiscale
di industriali delle province di Forlì, ologna, Rimini e Pesaro».
I finanzieri disegnano anche l’ambito di attività degli italiani che hanno depositato le loro somme a San Marino. «C'è chi opera nella produzione di mobili, chi in quello della lavorazione nella pubblicità e in quelli
dell’elettronica e immobiliare». Il sospetto, «giustificato dai consistenti elementi scoperti», è che queste persone «abbiano utilizzato banche di Forlì per trasferire il denaro evaso a società finanziarie di San Marino
per poi farlo rientrare “ripulito” in Italia, sotto forma di concessione di crediti a società “amiche” ». Sostanzialmente la tesi delle inchieste “Re Nero” e “Varano” della Procura della Repubblica dà anche i numeri della battaglia ingaggiata da gennaio sull'evasione 1,8 miliardi di euro l’Iva evasa a seguito di frodi realizzate attraverso triangolazioni commerciali eseguite con il ricorso a società fittizie ed alle fatture per operazioni inesistenti.

Foto by http://www.flickr.com/photos/donaldtownsend/

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