Archeologia San Marino

Archeologia San Marino

In questa prima sezione sono raccolti i reperti archeologici provenienti dal territorio sammarinese.
La ricerca archeologica sistematica nella Repubblica di San Marino data a tempi recenti, ma ha già fruttato diversi reperti, oggi esposti nel Museo, e soprattutto una miglior conoscenza della storia antica del territorio che è stato frequentato fin dall'età della pietra e ha ospitato piccoli insediamenti villanoviani e romani. I recenti scavi hanno inoltre evidenziato come esistano strette analogie fra la storia antica e alcuni elementi della (leggenda del santo fondatore Marino) .

  • In località Poggio Castellano sono emersi nel 1997 i resti di una capanna subcircolare databile alla seconda metà dell'VIII secolo a.C. Sul

    Rasoio lunato

    VII secolo a.C.
    bronzo, cm 12,5 x 7
    Rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione dell'antica Pieve di S. Marino (c. 1825)

    monte Titano, in località Tanaccia, dal V secolo a. C. al I secolo d. C. è esistito un santuario rupestre a valenza medica e taumaturgica assai frequentato, come dimostrano gli ex voto bronzei e fittili e le monete rinvenuti fra il 1990 e il 1994.

Dal Neolitico all'Età Romana

 Statuette votive di offerenti

V - II secolo a.C.
bronzo, altezze: cm. 7,3, cm. 9,5, cm. 7,7
Dalla "Tanaccia" (1990-94)


Il percorso espositivo inizia con materiali databili dal Neolitico Finale all'Età del Ferro, fra cui quelli rinvenuti nel sito di Poggio Castellano, che ha restituito le tracce di un piccolo insediamento villanoviano risalente all'VIII secolo a.C.
Seguono i materiali pertinenti al Santuario della Tanaccia: statuette di devoti in bronzo, ex voto anatomici, monete e ceramiche, databili fra il V secolo a.C. e il IV d.C.

Nell'ultima vetrina sono esposti i materiali di epoca romana rinvenuti in varie località del territorio fra cui due pregevoli statuette in bronzo, un cavaliere e il dio Mercurio assiso su uno scoglio, databili fra il I e il II secolo d.C. Notevole, inoltre, il bronzetto di devoto togato, databile sempre al I - II secolo d.C., rinvenuto in S. Igne di S. Leo, e donato al museo nel 1898.

Statuetta raffigurante il dio Mercurio

I - II secolo d.C.
bronzo, alt. cm. 6,6
Da Domagnano (1998)


  • Nelle colline circostanti sono stati identificati numerosi insediamenti rustici romani, alcuni dei quali dotati di un settore residenziale (sito di Domagnano), e luoghi di produzione di laterizi e ceramiche (Maiano, Ca' Rigo); il recente rinvenimento in contesti di età romana di manufatti in pietra locale, attesta la presenza sul Monte Titano di cave di pietra fin dall'antichità.In alcuni casi, come nel sito di Domagnano, le indagini archeologiche hanno potuto dimostrare una continuità di insediamento fino all'epoca gota.

L'Età Romana e il sito di Domagnano

Frammento di coppa con figura femminile

in terra sigillata norditalica, decorata a matrice
fine I secolo a.C. - inizi I secolo d.C.
ceramica, cm. 5,2 x 6,1
Da Domagnano


Nelle vetrine sono esposti i materiali rinvenuti negli scavi archeologici più recenti, in particolare quelli pertinenti al sito di Domagnano, dove sono emersi i resti di una villa urbano-rustica di impianto repubblicano ristrutturata e ampliata in età imperiale, che fra aree edificate e aperte si estendeva su una superficie di oltre 5.000 mq., e quelli di un edificio di età gota che riutilizza in parte gli ambienti dell'insediamento romano.
Una vetrina è inoltre dedicata alle varie tipologie di materiale edilizio e ceramico di età romana, di produzione sammarinese.

  • La presenza gota in territorio sembra confermata anche dalla scoperta del cosiddetto "tesoro di Domagnano", costituito da numerosi pezzi di oreficeria di straordinaria fattura databili fra il V e VI secolo e rinvenuti casualmente alla fine dell'Ottocento nei pressi del paese di Domagnano. Dal VI secolo è documentato a San Marino un monasterium, probabilmente il nucleo iniziale della Città e della sua antica Pieve: di quest'ultima, abbattuta e ricostruita nel XIX secolo, il museo espone alcuni elementi architettonici e un bel polittico rinascimentale dovuto a Francesco Menzocchi (c.1530).

    Borchia in oro

    Borchia in oro a "cloison" con castoni di granato, pasta vitrea e conchiglia a comporre due pesci stilizzati, facente parte del "tesoro di Domagnano"
    V - VI secolo d.C.
    cm. 3 x 2,3; gr. 16,15
    Da Domagnano (1920 ?)

Il 'tesoro di Domagnano' e il Medio Evo

Tesoro di Domagnano

Il tesoro di Domagnano
oro, granato, pasta vitrea, conchiglia bianca
V - VI secolo d.C.
Da Domagnano (1893)
Il tesoro, smembrato dopo il suo rinvenimento, è oggi conservato in diversi Musei e collezioni private: Germanisches Nationalmuseum di Norimberga; Metropolitan Museum e collezione Lauder di New York; British Museum di Londra.
Il Museo di Stato di San Marino conserva solo la piccola borchia, rinvenuta successivamente e acquisita dal Museo nel 1922.


Il pezzo più importante esposto in questa sala è la piccola borchia in oro lavorata "a cloison", unico reperto pertinente al cosiddetto "tesoro di Domagnano" rimasto nella Repubblica di San Marino.
Intorno al 1892-93, a circa 500 metri a est del paese di Domagnano, furono casualmente rinvenuti numerosi pezzi di oreficeria - orecchini, fibule, spilloni, borchie decorative, una collana e un anello - tutti realizzati con la stessa raffinatissima tecnica orafa: a cellette con incastonature di pietre colorate.
L'intero nucleo di gioielli, oggi noto come "tesoro di Domagnano", costituiva probabilmente il corredo funebre di una dama ostrogota di alto lignaggio, morta e sepolta in quel luogo intorno al 500.

Definito "uno dei più spettacolari e importanti ritrovamenti della Italia ostrogota", il tesoro di Domagnano è oggi disseminato in vari musei europei e americani; la borchia conservata nel Museo di San Marino, che secondo gli studiosi decorava originariamente una piccola borsa, ha il suo pendant nel British Museum di Londra. La Sala

Francesco Menzocchi San Marino

Francesco Menzocchi (1502-1574), San Marino
(c.1535)
scomparto del Polittico proveniente dall'antica Pieve
olio su tela, cm. 106 x 39


presenta inoltre alcuni elementi architettonici di età medioevale, e parte dei reperti archeologici rinvenuti a Castellaro, nell'area dove sorgeva l' antico castello di Casole, distrutto da un incendio nel XIII secolo. Il sito frequentato fin dai tempi più remoti ha restituito reperti di varie epoche, fra cui due monete rarissime coniate a Milano da Berengario I Re d'Italia fra l'888 e il 915.

  • Il Medio Evo ha lasciato molte tracce a San Marino: nella conformazione della città e dei paesi, nelle mura di cinta, nelle torri e nelle fortificazioni a difesa del territorio, nelle stesse istituzioni. Nel Medio Evo, d'altra parte, prende forma la "libertà" sammarinese, rivendicata a cominciare almeno dal IX secolo (nel famoso "Placito Feretrano") e prendono forma le istituzioni sammarinesi. Ma poche testimonianze medievali sono confluite nel Museo: appena qualche elemento architettonico erratico e qualche reperto di scavo, il cui nucleo principale è costituito dai ritrovamenti di Castellaro di Casole

L'antica Pieve di San Marino

Francesco Menzocchi

Francesco Menzocchi (1502-1574), Polittico con la Sacra Famiglia, San Marino e Santa Maria Maddalena e scene della vita di Gesù
c.1535
olio su tavola, cm. 321 x 279
Dalla antica Pieve


Nella sala sono raccolte le testimonianze dell'antica Pieve di San Marino, demolita nel 1825 per far posto all'attuale chiesa, più grande e diversamente orientata, consacrata nel 1855.

Non ne conosciamo la conformazione originaria, che doveva essere assai diversa. Alcuni indizi fanno presumere che la sua fondazione risalisse al VI secolo.

Ancona d'altare

XVII secolo
pietra di Urbino, cm. 210 x 169 x 46
Dall'antica Pieve


Nel corso del tempo la chiesa ha subito diversi restauri e rimaneggiamenti: il polittico, opera del forlivese Francesco Menzocchi (1502-1574) e i frammenti architettonici esposti risalgono probabilmente a quelli effettuati nel XVI secolo.
Composto da nove dipinti, il polittico è presentato nella cornice commissionata nel 1866 al pittore Luigi Cocchetti, che aveva eseguito anche il restauro pittorico delle tavole.
Accanto alla Pieve sorgeva la chiesetta di San Pietro, anch'essa rifatta nell'Ottocento, di pianta cruciforme, forse coeva alla Pieve e tipologicamente simile agli oratori o martyria, che nel V e VI secolo venivano costruiti nelle aree sepolcrali su tombe di personaggi eminenti per santità.