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Archeologia Sammarinese e Numismatica
La donazione Luigi Cibrario. La preistoria
La donazione è formata da pochi pezzi, acquisiti dallo Stato sammarinese nel 1871, perchè il conte era un politico e uno storico, non un collezionista.
Veramente notevole l'urna cineraria in bronzo di produzione felsinea, databile fra il VIII e il VII secolo a.C.
Nella seconda vetrina è esposta tutta la collezione di ventisette strumenti in pietra della cosiddetta cultura megalitica dell'Armorique donata da Alfredo Jusselin nel 1887: asce di vari tipi (a martello, piatte, da taglio e da offesa, alcune con foro centrale per l'immanicatura), scalpelli, punteruoli, raschiatoi per la lavorazione delle carni e delle pelli. Secondo il donatore provengono dalla parte più settentrionale della Bretagna francese.
Ad altre donazioni appartengono lamelle, schegge e punte di frecce in selce del paleolitico superiore e del neolitico, di provenienza incerta o sconosciuta.
La collezione egizia
La collezione di antichità egiziane del museo si è costituita grazie ad una serie di piccole donazioni pervenute fra il 1865 e il 1881.
Il gruppo di oggetti di maggiore importanza è quello costituito dalle statuette funerarie o ushabti, ma consistente è anche il gruppo di statuette in bronzo rappresentanti alcune delle principali divinità dello sterminato pantheon egiziano (Osiri, Isi , Horo fanciullo, Anubi e Api). La raccolta comprende anche 65 amuleti di varie tipologie fra i quali lo scarabeo del cuore, che è il pezzo più bello e il più antico della collezione (XXI-XXII dinastia).
Completano la raccolta 23 ampolle di S. Mena, che sebbene di un'epoca diversa (risalgono al VI-VII sec. d.C.) provengono dalla stessa area geografica.
Le ceramiche
La ceramica di produzione ellenica è presente con un certo numero di vasi attici "a figure nere" o "a figure rosse" databili fra il VII e il IV secolo a.C., alcuni dei quali di notevole fattura.
Anche la ceramica a vernice nera è presente con esemplari provenienti sia dall'area etrusca sia dall'Italia meridionale databili fra IV e II secolo a.C., così come la ceramica apula e campana, con vasi databili fra l'VIII e il II secolo a.C.
Veramente cospicua è la raccolta di lucerne, suddivise secondo criteri tipologici e cronologici: lucerne greche, italiche, microasiatiche, romane, africane, egiziane, bizantine, comprese fra il IV secolo a.C. e il VII d.C.
Una vetrina è inoltre dedicata ad una eterogenea raccolta di ex voto fittili e di bronzo fra cui statuette di devoti e di divinità, e fittili riproducenti parti anatomiche.
La ceramica comune di epoca romana e l'instrumentum
Sono presenti inoltre oggetti d'uso in bronzo, ferro e piombo fra cui chiodi, serrature, chiavi, e una fistula aquaria (frammento di tubo da acquedotto in piombo) proveniente da Cuma.
Un vetrina è stata riservata agli oggetti pertinenti alla sfera domestica, all'ornamento e alla cura della persona. Oltre a numerosi balsamari o unguentari in ceramica (i più antichi) e in vetro (quelli di età imperiale), sono presenti oggetti pertinenti il mondo femminile: fusi, spilloni per capelli, accessori per i prodotti da trucco in osso e avorio, specchi in bronzo e pochi ma caratteristici gioielli: collane, fibule, armille e anelli. Di particolare interesse la collana in oro che, secondo il donatore, fu rinvenuta in una tomba romana a Nimes.
La Numismatica sammarinese e di collezione
La Repubblica coniò monete proprie solo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, a seguito della Prima Convenzione stipulata nel 1862 con Vittorio Emanuele II, che consentiva la libera circolazione delle monete sammarinesi nel Regno d'Italia. A questo primo trattato ne seguirono altri, fino a quello del 1939 con il quale San Marino si impegnava a interrompere la propria coniazione, a meno che non si trattasse di monete d'oro. La monetazione ordinaria sammarinese è ripresa solo dal 1972.
La più antica moneta coniata da San Marino è un pezzo da 5 Centesimi del 1864, ma veramente rara e interessante è la prova in rame argentato dello "Scudo di San Marino" da £.5, disegnato dall'artista sammarinese Pietro Tonnini e inciso da Pietro Thermignon di Torino (1867), che però non venne mai emesso. Di questa moneta si conoscono solo sei prove, delle quali l'unica in argento faceva parte della collezione di Vittorio Emanuele III.
Fra le medaglie sammarinesi la più antica è quella commemorativa il VI Centenario della nascita di Dante Alighieri emessa nel 1865. Fra le medaglie non coniate dalla Repubblica, veramente notevole il trittico celebrativo il Centenario della Prima Convenzione con il Regno Italiano del 11 aprile 1862.