Repubblica di San Marino / Monumenti San Marino / Contrada Omerelli
Un suggestivo cammino attraverso gli edifici più prestigiosi di San Marino.
L'area compresa fra la contrada Omerelli e la sottostante cinta muraria costituisce l'ultima fase di espansione dell'insediamento fortificato di San Marino a monte del borgo delle Piagge. Quando, nel 1361, i Frati Minori di S.Francesco posero la prima pietra del nuovo convento, l'abitato del Titano era rinserrato entro la seconda cinta muraria, a monte del convento. Nel mezzo secolo successivo case ed orti cominciarono a sorgere spontaneamente, allineati con l'insediamento dei francescani, verso il ciglio occidentale del monte.
Si formò così in modo spontaneo quella che diverrà nel secolo XV la terza cinta murata. In un periodo di grande irrequietezza e di continui scontri fra i vicari della Chiesa, i conti di Montefeltro ad Urbino ed i Malatesta a Rimini, la piccola comunità di S.Marino, schierata con la parte feltresca, dovette sostenere il grave sacrificio di riassettare quelle precarie murature spontanee, chiudendo le "andate", cioè i varchi nelle mura, ed erigendo solidi cavalieri ad intervalli regolari.
La struttura del tratto di cortina che va da Porta San Francesco a Porta della Ripa non era, nel secondo `400, molto diversa nel suo aspetto da quella attuale. Lo testimoniano l'elegante "sigilsum magnum" del Comune dei primi del `500. la bella veduta pubblicata dal Blavius nel suo "Theatrum civitatum" del 1663, la più antica mappa catastale della Città di San Marino delineata dal Pelacchi verso il 1780. Porta San Francesco dunque. e poi verso ovest due cavalieri semicircolari. uno poligonale al centro, altri due cavalieri semicircolari e infine il baluardo di Porta della Ripa.
All'interno di questa nuova area, acquisita all'insediamento mediante terrazzamento, dal `400 in poi sorsero gli edifici più impegnativi dell'abitato. Come in ogni area urbana, anche i palazzi che si affacciano sulla contrada delle mura hanno subìto nei secoli molteplici trasformazioni o a volte totali ricostruzioni. Ciò stimola tuttavia l'interesse di una lettura attenta di documenti architettonici così variegati. 11 percorso lungo la inizia dalla Contrada Omerelli Piazzetta des Titano su cui s'affaccia Palazzo Pergami, destinato a sede del Museo centrale dello Stato.
A breve distanza. sempre sul lato sinistro della via, si trova la Cappella del Palazzo Valloni. Un oratorio ricco di stucchi e di decorazioni settecenteschi. Il Palazzo attiguo prende nome dalla famiglia aristocratica che ne fece la propria dimora. ampliando l'antica casa Belluzzi eretta nell'ultimo quarto del '400. come dimostra l'epigrafe posta nel salone principale. Attualmente Palazzo ValIoni ospita la Biblioteca pubblica, uri istituto aperto al pubblico nel 1858, prezioso per i fondi librari antichi, a cominciare da quello appartenuto al giurista Giuliano Corbelli nel '500, fino alle raccolte librarie di più recente acquisizione, come i fondi Tellini, Martelli, Pasquali, Paolini. Palazzo Valloni ospita nel salone delle udienze, una fase della cerimonia di insediamento della Reggenza il 1° aprile e il 1° ottobre. cioè la presentazione del corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica. Proseguendo il cammino nella contrada si incontra il portale di Palazzo Maggio che conduce alle belle sale a volta a vela decorate con sobri affreschi del secolo scorso. L'edificio peraltro custodisce elementi architettonici che riconducono al primo Rinascimento. come l'aerea loggia formata da agili colonne di arenaria, dalla quale lo sguardo spazia sulla distesa di colline del Montefeltro.
La Cappella Beoni unisce il Palazzo omonimo al Palazzo Maggio appena menzionato. E anche questa un oratorio - decorato nello stile del '700. L'altare accoglieva un San Filippo Neri del Guercino. ora nella Pinacoteca dello Stato. una tela fra le più significative del pittore emiliano. L'attiguo Palazzo Begni appare nella dimensione e nell'aspetto che furono conferiti all'edificio con i lavori attuati nel 1871, allorché lo si destinò a sede del Collegio Belluzzi. la più antica istituzione culturale di S.Marino.
Il Palazzo è ora sede delle Segreterie di Stato della Repubblica. Di fronte si apre uno spazio ampio su cui sorge il monumento ai volontari nelle
guerre risorgimentali, inaugurato nel 1927. Più oltre si affacciano sulla stretta contrada il Palazzo Belluzzi Filippi, decorato di soffitti lignei del sedicesimo secolo (ora nel Museo) e il Palazzo Tonnini, riconoscibile per il portale bugnato e quattro finestre decorate di cornici in pietra serena, di squisita fattura rinascimentale. Di seguito, dopo il passaggio coperto a volta, la caratteristica "andata" che congiunge la contrada Omerelli alla sottostante contrada delle mura per soddisfare l'esigenza di rapido afflusso alla difesa delle mura (un'altra "andata" é sotto il Palazzo Maggio), si raggiunge l'umile casupola che fu del cappellano delle Monache. Infatti la contrada nel suo tratto terminale, nel lato a monte, reca una delle testimonianze architettoniche più significative, il Monastero delle Clarisse. Il primo nucleo dell'edificio fu eretto a fianco della Porta della Ripa all'inizio dei `600. Qui nelle spoglie celle esposte al rigore della tramontana. le prime monache posero la loro umile dimora, che nell'arco di due secoli via via si ampliò verso levante, o fu conclusa con la costruzione della piccola elegante Cappella a cui si accede dalla contrada.
II piccolo cortile che accoglie la cisterna dell'acqua, protetta da una vera di pietra circolare, su cui ombreggia rigogliosa una pianta di fico. restituisce al visitatore l'atmosfera raccolta del Monastero e lo spessore dei secoli. Nel riaffacciarci nella contrada uscendo dal Monastero l'occhio scorge sull'altro lato della strada un gruppo di case dall'aspetto dimesso. Poco oltre nel piccolo gomitolo di
casupole ci appare una costruzione singolare, una torre a pianta quadrata che reca i tratti tipici della colombaia di ascendenza medievale. La copertura del tetto ad un solo spiovente, il marcapiano di lastre di pietra. i posatoi degli alveoli per i colombi all'ultimo piano, dichiarano l'originaria destinazione della costruzione. La civiltà rurale qui si insinua entro le mura della città fortificata a ristabilire una continuità storica che é tipica di S.Marino. La Porta della Ripa, uno dei tre valichi di accesso all'abitato all'interno della terza cinta, apre la via alla ripida discesa della Costa dell'Arsella. Lo sguardo spazia lungo l'ampio arco della costa adriatica da Ravenna a nord fino al promontorio roccioso di Gabicce a sud. Di sera. quando il cielo é terso, la linea brulicante di luci della riviera offre davanti a sé la profondità spaziale dell'Adriatico segnata da punti luminosi, avamposti in altomare. L'antica Costa dell'Arsella, lastricata di grandi pietre levigate, attraversa il rigoglio della vegetazione spontanea animato da innumeri canti di uccelli che nella ripida macchia nidificano sfidando l'insidia delle serpi.
Ai piedi dell'antica via si scorge il Borgo, l'antico Mercatale, che già nel 1243 era sede di mercati settimanali ai quali affluivano genti dei Montefeltro e del riminese, che ancora oggi affollano di bancarelle le due ampie piazze delimitate da portici ariosi, nelle giornate del giovedi.