Repubblica di San Marino / Monumenti San Marino / Chiesa della Beata Vergine della Consolazione
Nel panorama generale che un visitatore trova entrando a San Marino ha un posto immediatamente visibile, alla conclusione della superstrada e con la sua forma straordinaria, la Chiesa della Madonna a Borgo Maggiore. Vorremmo dare una guida alla sua lettura: il carattere più evidente è l'assenza di superfici piane e di forme geometriche semplici, alle quali siamo abituati da millenni. Generalmente gli edifici nei quali viviamo, pubblici o privati, sono costruiti su rettangoli. variamente accostati, con muri verticali e coperture piane o uniformemente inclinate. Nonostante lo stacco con la tradizione, anche la cultura architettonica moderna si fonda su volumi e superfici geometriche molto semplici: l'uso di superfici cilindriche o sferiche é del tutto eccezionale.
La Chiesa della Beata Vergine della Consolazione a Borgo Maggiore
Questo edificio invece sfugge ad ogni rappresentazione geometrica semplice, é costruito come se si fosse trattato di modellare una docile massa d'argilla.
Si può anzi dire che la discontinuità con la tradizione moderna è per certi aspetti ancora più accentuata che con l'antica: mancano le grandi aperture, i cristalli, la proiezione all'esterno di pensiline e aggetti.
La strada per entrarvi é molto più riservata, curata, graduale della disinvolta esibizione dell'interno presente nelle costruzioni moderne. Si entra entro uno spazio d'altra natura, in un tempo diverso da quello che abbiamo lasciato fuori.
E, una volta dentro, ci accorgiamo, gradualmente senza sorpresa, che le stesse funzioni che ci saremmo aspettate in un edificio per il culto, sono organizzate in modi completamente diversi da quelli consueti.
Non ci sono più un ingresso principale ed un unico percorso verso l'altare, ma tre e verso l'altare, più tavolo comune che altare, i percorsi convergono come antiche strade verso una piazza.
La mera funzionalità fisica è scomparsa entro uno spazio che suggerisce un rapporto diverso con le persone e le cose.
Quando la costruzione non è un semplice involucro ma é uno spazio, e solo allora é vera architettura, recepisce e trasmette concezioni, emozioni e pensieri, che convivono con chi abita quel luogo.
In una chiesa ossequiosamente disegnata secondo le norme di una liturgia astratta, lontana da ogni ricerca personale di verità, sicura delle sue certezze, sentimenti ed emozioni rimangono un fatto privato, non comunicabile