«IL SECONDO scudo fiscale è costato a San Marino all’incirca 1.5 miliardi di euro». Il segretario alle Finanze, Gabriele Gatti fa uno sforzo di memoria (o lo finge?) per ricordare quella cifra. Inutile insistere e chiedere quanto sia costato il primo. Preistoria. Ora è già tempo della terza azione, almeno secondo quanto annunciato dal minsitro italiano all’Economia,Giulio Tremonti, per le casse sammarinesi, quindi: segretario il terzo scudo come potrebbe incidere?
«Innanzitutto non è detto che ci sia. Se ne parla con insistenza, è vero; prima di fare conti, meglio conoscere se e come sarà strutturato».
Un’idea, comunque, se l’è fatta?
«Si basa sui dati realativi al secondo. Dovrebbe essere, nella peggiore delle ipotesi, simile al secondo. Sì, credo che questa possa essere una previsione realistica. Diciamo un miliardo e mezzo».
Danni irreparabili per San Marino?
«Difficile, ripeto, fare ipotesi prima del tempo. Oltretutto stiamo lavorando per concludere in tempi brevi accordi specifici con l’Italia. Certezze... certe, quindi, non ci sono. Stiamo cercando di migliorare i rapporti su tutti i fronti con l’Italia per affrontare al meglio ogni situazione che potrebbe verificarsi. Anche quella, sicuramente, difficile derivante da un ulteriore scudo fiscale».
Ipotesi, il terzo scudo fiscale è cosa fatta. Cosa farete in concreto?
«Se ci sarà, non ci troverà impreparati. Questo è sicuro, ma diamo tempo al tempo».
Meno ‘diplomatico’ il segretario Industria Marco Arzilli:
«Sul fronte aziende non vedo eventuali problemi da un eventuale arrivo di un terzo scudo fiscale. Siamo pronti ad accettare ogni tipo di sfida. Vogliamo che ci siano norme chiare, trasparenti, sicure per gli imprenditori. Stiamo lavorando per invogliarli a venire a San Marino, non ad andarsene. Un segnale positivo lo abbiamo registrato con il comportamento in Commissione dell’opposizione: propositiva e non ostruzionistica, ha contribuito all’approvazione delle Leggi richieste da Moneyval. Chi vuol salire in Repubblica non deve temere nulla, anzi la trasparenza lo premierà»