In questa sezione è presentata una selezione dei donativi pervenuti al Museo dal 1865 ad oggi: dipinti, ceramiche e oggetti artistici
Icone e opere dal Medioevo al XIX secolo
Il Museo di Stato possiede una piccola ma significativa raccolta di icone bizantine, soprattutto adriatiche raffiguranti la Madonna con il Bambino, scene della Passione di Cristo, Sacre Conversazioni. Sono frutto di varie donazioni e di piccoli acquisti sul mercato antiquario, anche recenti: ma due provengono dal territorio, e precisamente dal monastero di Santa Chiara e dalla chiesa di Sant?Antimo in Borgo.
Sulle pareti figurano anche dipinti sacri del XVIII e XIX secolo provenienti dall'America Latina, donati dal sacerdote Raimondo Valli (1901).
Tra gli oggetti custoditi nelle vetrine si ammirano particolarmente una pisside e una cassetta-reliquiario di Limoges del XIII secolo, e una serie di ceramiche italiane di varie manifatture .
Ceramiche europee
Molte donazioni, in tempi diversi, hanno contribuito a formare la raccolta di maioliche del Museo, della quale per
ragioni di spazio sono esposti solo alcuni pezzi, databili fra il XVII e il XVIII secolo.
La donazione più consistente di ceramiche sembra essere stata quella del signor H. J. Reynaud di Marsiglia, che nel 1954 inviò 86 pezzi, quasi tutti francesi.
Fra gli esemplari più interessanti si segnalano le ceramiche prodotte nel XVIII secolo dalle fabbriche di Moustiers e di Marsiglia.
Dipinti e sculture
La sala è dominata da un grande Ritratto di gentiluomo (forse un Pepoli, bolognese) datato 1596, di Tiburzio Passerotti, uno degli ultimi dipinti importanti ricevuti in dono dal Museo di Stato (1958).
Ma di grande interesse sono anche le altre opere esposte, frutto di donazioni diverse giunte fra Otto e Novecento fra cui le tavole cinquecentesche, già attribuite al Ghirlandaio, raffiguranti una La Madonna con il Bambino e due angeli, e l'altra il San Sebastiano, e i dipinti che fanno parte delle molte donazioni del conte Carlo De Bruch (1865).
Notevoli sono anche i due rari dipinti su rame di Aniello Falcone e i due sportelli d'altarolo con un'Annunciazione peruginesca.