Repubblica di San Marino / Castelli San Marino / Castello di Serravalle
Da Dogana, centro industriale in costante sviluppo, si arriva in brevissimo tempo al castello di SERRAVALLE (m. 136).
In origine si chiamava Olnano (Castrum Olnani). Era un insediamento romano che aveva preso il nome forse dall'abbondanza di orni o ornelli, alberi delle oleacee simili al frassino. In una bolla di Lucio II, datata 1'° giugno 1144, si apprende che in quell'anno Serravalle apparteneva alla Chiesa riminese. Successivamente il castello fu soggetto a Berardo da Maiolo, al Comune di Rimini, al Vicariato di Santarcangelo, alla S. Sede e ai Malatesta.
Alla luce del documento censuale del card. Anglico risulta che nel 1371 aveva 50 focolari (circa 250 abitanti) e una rocca presidiata solo in caso di guerra. Sigismondo Pandolfo Malatesta irrobustì il fortilizio, alzò la torre e l'8 febbraio 1437 concesse ai serravallesi autonomi statuti. Con atto di Pio II Serravalle passò sotto la giurisdizione di San Marino il 27 giugno 1463, ma effettivamente nei primi mesi dell'anno dopo. Cesare Borgia nel 1503 la affrancò, per poco, da San Marino ponendola sotto un vicario di Rimini.
D'Annunzio nell'atto secondo, scena quinta della Francesca da Rimini (1901) presenta un Foscolo d'Olnano e un Oddo delle Caminate, partigiani di Malatesta da Verucchio, mentre portano di peso il Malatestino ferito ad un occhio nella battaglia contro i ghibellini seguaci dei Parcitadi. Il combattimento ebbe luogo a Rimini il 13 dicembre 1295.
Serravalle possiede uno statuto in volgare, approvato nel 1.437 - come dianzi detto - dal Malatesta e con aggiunte sino al 1510. (Lo sta trascrivendo e pubblicando dal 1977 Elisabetta Righi Iwanejko). E' il castello più popolato della Repubblica e al primo posto anche per gli insediamenti produttivi.
Vi nacque intorno al 1355 Giovanni Bertoldi, vescovo di Fermo e di Fano, che tradusse e commentò in latino la Divina Commedia. Il Bertoldi, la cui opera fu iniziata nel gennaio 1416 e finita il 16 gennaio 1417, è l'unico teologo esclusi Accorso De Bonfantiní e Guido del Carmine fra tutti i commentatori di Dante. Insegnò a Firenze, a Pavia e a Roma. Nel 1405 fu eletto ministro della provincia minorítíca picena. Morì a Fano nel 1445.
E' provato che nel 1493 era a Serravalle, Riccio da Parma (Pietro Riccio dei Marenghi, da Soragna presso Parma), energico e valoroso uomo di fiducia della Repubblica. Egli fu anche mandato a Venezia con l'incarico di acquìstare cento picche. E' uno dei tredici cavalieri italiani che, capitanati da Ettore Fieramosca, vinsero altrettanti cavalieri francesi, comandati da La Matte, fra Andria e Corato (Disfida di Barletta, 13 febbraio 1503).
Un alto torrione quadrangolare conserva tracce dell'antica struttura. Si ammirano le due celle campanarie affiancate e l'ingresso con l'archivolto a tutto sesto.
I 13 chilometri che intercorrono fra Ca' Filippi di Serravalle e Fontescara di Chiesanuova, sono la lunghezza massima del territorio sammarinese.
Del castello di Serravalle fa parte Falciano (m. 136), cui si arriva da Dogana. Fu un predio romano. In posizione panoramica, è una zona tipicamente agricola. Ma non mancano opifici. La parrocchiale, già oratorio, ha più di quattrocento anni di vita.
A Falciano, come in città, dal 1969 funziona una piccola stazione automatica per i rilievi metereologici. Bene attrezzato è il Centro sportivo di Serravalle. Allo stadio gioca la squadra di calcio del San Marino, che milita nel girone C2. Moderne abitazioni sono sorte e sorgono nel Villaggio degli ulivi. L'area territoriale di Galazzano (predio romano, nel Duecento "Podium Ghalazani") annovera molti stabilimenti industriali, Suggeriamo di salire da Galazzano al confine e successivamente di raggiungere il Ventoso e la Serra.