Repubblica di San Marino / Castelli San Marino
Il territorio di San Marino è costituito da nove Castelli, compresa la capitale, San Marino. Questi piccoli centri sono sorti in conseguenza dei primi insediamenti urbani della popolazione; in ognuno di essi c'è qualcosa da scoprire o da visitare.
I Castelli sono collegati tra loro da una rete urbana agevole e di rara bellezza, che consente piacevoli soste in aree verdi nell'incantevole cornice delle colline appenniniche e del Montefeltro.
La consolare Montegiardino-Faetano è lunga 3 chilometri. Incontra dapprima, in dolce discesa, Scalbati, poi Ca' Agostino, Ca' Ugolino. Da Calligaria s'inerpica fino al paese.
Il castello di FAETANO (m. 282) e la zona finitima sono legati a remoti insediamenti. Nel 1961 a Ca' Mularoni il piccone portò in superficie dei fittili romani, deducibili forse da una fornace.
Lasciati alle spalle il Crociale di Fiorentino e il pianoro della Serra, brevissimo è il tragitto fino al castello di MONTEGIARDINO (m. 339) su . strada asfaltata che s'inclina fra prati e boschi, querce e marruche, olmi e frutteti. Il paese sul declivio di un poggio accarezzato da verdi colline e dal quale l'occhio corre sulla vallata del Marano, gode di un clima purissimo. Gerani, rose, petunie, viole fioriscono nei giardini, sui balconi, sui davanzali di molte case. Col sole d'estate è tutto un effluvio.
Il castello di CHIESANUOVA (m. 448), distante circa 6 chilometri da Fiorentino, è l'estremo lembo della Repubblica verso il Montefeltro. Le propaggini del paesino, tipicamente agreste, lindo e civettuolo, si estendono infatti fino al confine di stato che immette a destra a Pieve Corena, Montemaggio, Castello di Montemaggio, Agenzia di San Leo, Torello di Pietracuta, e a sinistra a Monte, Montecerignone, Macerata Feltria, Villagrande, Carpegna.
Siamo al castello di FIORENTINO, il cui toponimo felicemente convive con la bellezza della sua campagna e l'abbondanza delle sue fonti sorgive. Lo stemma del castello rappresenta tre rose in fiore. Il paesetto è all'incrocio delle vie di comunicazione con il Montefeltro e il litorale adriatico. L'abitato all'intersezione delle strade si chiama Crociale (m. 485).
ACQUAVIVA (m. 237) ha preso il nome da una vena d'acqua zampillante alle falde di Montecerreto, proprio dove alle origini si riuniva l'abitato. Motivi molto attendibili ha l'asserzione di Anton Maria Zucchi Travagli e di Gíno Zani che la corte di Stirvano, in cui il 20 febbraio 885 fu emesso il Placito Feretrano, si identifichi con il castello di Montecerreto. Fino al 1243 i conti di Montecerreto esercitarono il diritto di pedaggio da chi attraversava il loro dominio, che s'incuneava in terra sammarinese.
Si arriva a BORGO MAGGIORE (m. 525), alla confluenza delle due strade panoramiche che abbracciano il Titano. E' l'antico Mercatale, sorto nel secolo XII all'ombra della genga bigiannerita del monte. Già nel 1244 vi si teneva mercato ogni mercoledì. Nel 1295 faceva parte della prima gualdaria (« De Castro et Plagiis »), che con i suoi 245 ettari comprendeva appunto la piccola capitale cinta di mura, il Mercatale ad est e le Piagge, cioè tutte le pendici del Titano, ad ovest.
Dopo Serravalle la superstrada sale lentamente con larghe curve. Si tocca a sinistra DOMAGNANO (m. 380), una delle dieci gualdarìe (« Omagnano ») in cui San Marino si divideva nel 1295 con netto riferimento ai terreni boschivi che la caratterizzavano (dal longobardo Wald = bosco). Se ne serba memoria documentata, insieme con la chiesa, fin dal 1253. Ma il toponimo deriva addirittura da un gentilizio latino : « Humanius ».
Da Dogana, centro industriale in costante sviluppo, si arriva in brevissimo tempo al castello di SERRAVALLE (m. 136).
In origine si chiamava Olnano (Castrum Olnani). Era un insediamento romano che aveva preso il nome forse dall'abbondanza di orni o ornelli, alberi delle oleacee simili al frassino. In una bolla di Lucio II, datata 1'° giugno 1144, si apprende che in quell'anno Serravalle apparteneva alla Chiesa riminese. Successivamente il castello fu soggetto a Berardo da Maiolo, al Comune di Rimini, al Vicariato di Santarcangelo, alla S. Sede e ai Malatesta.